
Il 22 aprile scorso ho cominciato a raccontare una storia che si chiama SM. Quella è solo la prima puntata, e si tratta di una storia che avrà, per forza di cose, molti altri episodi. Cercherò, dal canto mio, di raccontarla con costanza e attenzione, come merita.
Oggi, però, voglio dare un mio piccolo contributo ricordando che è il World MS Day 2019. Come ogni anno dal 2009, il 30 maggio, si celebrano solidarietà globale e speranza per il futuro. Io ho conosciuto meglio questa iniziativa poco tempo fa, ma credo che possa davvero essere un’opportunità enorme per incrementare la consapevolezza della sclerosi multipla, non solo tra chi ne è affetto e la vive giorno per giorno. Tra gli “sclerati”, c’è chi ne porta segni esteriori e c’è chi, invece, soffre per dei sintomi invisibili che non vengono compresi e per i quali talvolta non si riceve supporto.
La campagna 2019 si intitola #MyInvisibleMS ed è dedicata proprio a questo sforzo di rendere visibile una malattia che riguarda 118 mila persone solo in Italia e più di 2,2 milioni nel mondo. L’idea è semplice: una cassetta degli attrezzi per diffondere una maggiore conoscenza della sclerosi multipla.
La mia SM invisibile: #MyInvisibleMS
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